Sfilacci di cavallo: il gusto galoppa

In questi giorni ho avuto la possibilità di riassaggiare gli sfilacci di cavallo.

Devo dire che è un prodotto per il mio palato, insolitamente buono anche da solo, data il profumo dato dall’affumicatura e la morbidezza delle fibre della carne, nonostante il nome possa suggerire il contrario.
Sono sicuramente una valida alternativa (e soprattutto più magra e gustosa) ai soliti insaccati (anche se non faccio molto testo, a parte crudo, spalla e speck, per me il banco salumi relativamente al maiale non esiste, specie per salami e mortadelle) e offre un maggiore possibilità di combinazione con altri sapori.

Il prodotto è di origine veneta e li ho mangiati conditi con un po’ di olio e limone e delle mamme di carciofi violetti tagliate sottili.

Devo dire che, dato il gusto affumicato e dolciastro del cavallo, sarei tentato di abbinarli alle pappardelline limone e pepe Morelli che ho trovato alla Coop piuttosto che alla solita associazione parmigiano rucola.

Non ho ancora deciso quali spezie associarvi, anche se l’idea è esaltare l’affumicato e il dolce, magari con un mix di carvi e cardamomo nero (quello nepalese, con il baccello grande e fibroso delle dimensioni di una mandorla e che sa anche un po’ di affumicato, non quello verde piccolo di Ceylon) tritati e mischiati insieme in sostituzione del pepe, che ci sta meno bene. Da valutare anche la quantità (davvero minima) da utilizzare data l’alta aromaticità del misto che va emulsionato con olio e limone.
Puoi trovare il cardamomo e il carvi a Pisa rispettivamente all’Asia Market e all’Altra Roba (oltre che probabilmente anche al Chicco di Senape, Myosotis e i vari negozi del biologico).

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