Archive for the ‘Esperanto’ Category

Trikado ovvero “Sferruzzamento”

lunedì, febbraio 15th, 2010

Incurisito un po’ da Mariateresa un po’ dal relativo articolo su wikipedia, ieri pomeriggio ho voluto provare a lavorare a maglia (triki in esperanto significa lavorare a maglia).

Devo dire che l’attrattiva maggiore è stata quella di capire la struttura degli intrecci e come i successivi intrecci del filo  in quantità massicce creano degli effetti visivi.

Da un punto di vista del coinvolgimento però, non fa proprio per me:

  • la parte di progettazione e scelta dei punti è interessante e creativa MA
  • è un lavoro estremamente ripetitivo, e programmabile  a priori, particolarmente adatto ad una macchina che riceve le istruzioni, più che a una persona;
  • i ferri che ho usato, lunghi appena 35 cm non arrivavano fino ai miei fianchi e quindi non potevo tenerli fermi, dovendo quindi fare con le dita oltre che il lavoro di intreccio anche quello di sostegno;
  • in questa fase iniziale non so come fare l’undo (sempre se è possibile) di un errore (e realizzare la successiva patch) senza dover disfare tutto il lavoro a valle del punto critico (alla fine una maglia è una continua ritorsione di un singolo filo).

Da un certo punto di vista ricorda un po’ la programmazione:

  • c’è una fase di progettazione della scelta della lana, colore, dimensione del ferro, texture voluta, rendering di preview dell’aspetto finale;
  • la creazione di un progetto di esempio per vedere come renderà il filo e quali problemi e proporzioni offrirà;
  • un po’ di trace e dump delle maglie fatte per vedere se ci sono errori e la relativa correzione;
  • stanca la vista come quando si sta a lungo davanti al monitor (a meno che non si abbia un buon monitor o un filo con colori che variano spesso);
  • un controllo a grandi linee di quel che si è fatto per vedere come è;
  • quando si inzia ad intravedere qualcosa di concreto dà soddisfazione;
  • arrivati a buon punto… ci si stufa :lol: .

Ma la differenza più grossa e fondamentale è la mancanza di librerie o freameworks :-D dato che ogni volta si deve inziare da zero e fare sempre gli stessi due (tipi di) movimento… (e d’altronde anche in esperanto la radice -ad- in trik-ad-o indica azione continuata e duratura!)

Vedremo se ai prossimi tentativi l’andazzo cambierà… ti farò sapere.

PS: a Pisa c’è un gruppo di sferruzzamento: knittable. Come puoi vedere cliccando sul precedente link, si riuniscono ogni giovedì dalle 18:30 nel Royal Hotel Victoria per lavorare a maglia, passare la serata insieme e gustare un aperitivo.

Ovaĵumo di barbabietola rossa e mollica

domenica, gennaio 24th, 2010

Ieri al mercato della Coldiretti ho ritrovato le barbabietole rosse.
Ma non quei brandelli plasticosi da film di Dario Argento già cotti e preaffettati in una busta di plastica che in genere si trovano al supermercato, ma delle barbabietole con tanto di foglie freschissime, una rarità per chi come me ama prepararle con cipolla, uovo, pan grattato.

Una premessa sul titolo: ovaĵumo (pronuncia: la ĵ è come la g toscana o la s di measure inglese o la j di jacques -> ovaĵùmo) viene dall’Esperanto e può essere traducibile in Italiano come piatto prodotto con l’uovo tipo frittata (ov- uovo, ov-aĵ- frittata, -umo cosa simile ad una frittata ma non identica). Infatti la preparazione prevede di pelare col coltello le barbietole, tagliarle in pezzi piccoli,  sminuzzare i gambi e le foglie e mezza cipolla rossa grande.

Per una persona e per un piatto abbondante, utilizza 2 piante, un uovo, e almeno 80g di mollica di pane (ma anche di più se preferisci) ;) Inoltre olio, pepe bianco e mezza cipolla rossa grande e sale.

In una padella per la quale disponi del relativo coperchio prepara un soffrittino di cipolla, gambi e foglie per 2-3 minuti. Aggiungi dell’acqua e i pezzi di barbabietole, un pizzico di sale e pepe bianco appena macinato, copri e lascia stufare.

Dopo 7-8 minuti aggiungi il pan grattato, mischialo con il preparato e fai cuocere a fiamma bassa per 3 minuti sempre con il coperchio.

Intanto sbatti un uovo con una forchetta come se preparassi una frittata. Schiaccia con la forchetta il contenuto della padella in modo da preparare una superficie uniforme, assicurandoti che ci sia ancora dell’acqua. Versa l’uovo sbattuto uniformemente e ricopri. Dopo 4 minuti togli il coperchio e fai asciugare l’acqua; passati 3-4 minuti gira l’ovaĵo sottosopra. Si formerà così una base croccante d’uovo tipo omelette su cui si è agganciato il composto di cipolla e barbabietole.

Il gusto e l’aspetto solo particolari:

  • il risultato è un piatto coloratissimo con il rosso della barbabietola, il viola della cipolla, il verde scuro delle foglie, il giallo arancio del tuorlo e il bianco dell’albume e pane;
  • estremamente profumato con il succulento profumo del pane e uovo e il dolce aroma della barbabietole;
  • la consistenza è morbida e soffice nella parte verde e viola, croccante e spugnosa nella parte dell’uovo;
  • e il gusto è dolcissimo… magari può essere un modo per far mangiare ai bambini uova e barbabetole :)

Provatelo e fatemi sapere!

Giochi da tavolo e conoscenze

mercoledì, gennaio 13th, 2010

Una piccola premessa: quando parlo di giochi da tavolo non mi riferisco né a quella roba tipo Trivial, Cluedo, Monopoly (o con la i se preferite), Risiko/Risk che sono giochi da tavolo “antichi” né ai party games tipo Pictionary, Taboo né ai giochi di Ruolo tipo D&D o Vampire: the Masquerade. No, mi riferisco a tutta quella generazione di giochi intelligenti, ma davvero per tutti, se piacciono, che sono stati creati negli ultimi 10 anni e purtroppo sono ancora poco diffusi in Italia.

Mi riferisco ai vari Coloni di Catan, Puerto Rico, Agricola, Caylus, Through the Ages, Conflict of Heroes, El Grande e compagnia. Per maggiori informazioni date un’occhiata su http://www.geekdo.com/.

Tornerò sicuramente  sull’argomento…

Ieri sera ho avuto il piacere di passare per la seconda (e purtroppo ultima) volta del tempo con due fratelli statunitensi – Brad e Jeremy Keen – che ho conosciuto tramite il nostro hobby comune: i giochi da tavolo.

I due sono in giro tra l’Europa e l’Africa da un po’ di mesi e hanno risposto ad un messaggio lasciato da me nel forum “Italia” di geekdo.com dove invitavo giocatori che si trovano a passare da Pisa a contattarmi per organizzare una serata di gioco insieme e magari avere una (inesperta) guida locale per Pisa e dintorni.

Brad e Jeremy hanno risposto e devo dire che sono proprio contento che lo abbiano fatto. Le sere del 7 e 12 gennaio sono piacevolmente trascorse tra cene, giochi da tavolo (Sushizock im Gockelwok, Roborally, Merchants of Amsterdam), compagnie di amici (non penserai mica che gioco ai giochi da tavolo da solo? qui a Pisa c’è una filiale de La Tana dei Goblin!), l’improbabile pronuncia del mio inglese, le digressioni sulla storia del cibo e la cultura italiana, la visita di monumenti e tanta allegria!

Tornate presto!

PS: Sto seriamente pensando di iscrivermi al Pasporta Servo

PPS: ecco i due post sul blog di Brad:
- http://punkzter.blogspot.com/2010/01/1st-day-in-pisa-january-7th.html
- http://punkzter.blogspot.com/2010/01/20100112-and-20100113-back-to-pisa-and.html