Ho appena finito la traduzione e ricomposizione delle carte del gioco Twilight Struggle ed. Deluxe.
Per tutti gli interessati, potete trovarle sull’apposita pagina!
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Per tutti gli interessati, potete trovarle sull’apposita pagina!
Mi capita spesso al termine di una partita ad un gioco da tavolo di nuova generazione che mi venga chiesto da parte di un giocatore occasionale o novizio:
«Bello! ma ce ne sono altri di questo tipo? con altre meccaniche?»
«Sì, e non pochi»
«Dove posso trovare altre informazioni»
«Ci sono vari siti, ma prima o poi farò una mini guida. Per ora visita La tana dei Goblin che è il sito di riferimento per la comunità ludica italiana relativamente a giochi da tavolo, di ruolo, di miniature e di carte collezionabili; ne esiste una filiale anche qui a Pisa, ma ve ne sono anche altre, sparse in tutta Italia».
Come avrai intuito questo articolo è una piccola e molto generale introduzione ai giochi da tavolo, volutamente ipersemplificata!
In Italia non sono ancora molto diffusi, sebbene la quantità di appassionati cresca a vista d’occhio, come dimostra l’esistenza di un servizio del TG2 (7 dicembre 2009); al contrario all’estero esiste un fiorente mercato, come mostra anche la vasta disponibilità di siti web che vedono giochi da tavolo online. Non si tratta mai di classici giocattolai, ancora legati ai tristi Risiko/Monopoly/Cluedo/Pictionary & co. ma di negozi specializzati in questo tipo di giochi (e miniature e giochi di ruolo). I più famosi in Italia sono la catena di Città del Sole, Ready2Play, Giochinscatola.it e i Giochi dei Grandi.
Qualche giorno fa geekdo.com – l’equivalente di wikipedia per i giochi da tavolo e di ruolo – ha festeggiato il 45.000º gioco inserito nel database. Si hai letto bene, quarantacinquemila e in crescita, dato che ogni anno in occasione della fiera Spiel (che in tedesco vuol dire gioco) nella città tedesca di Essen escono almeno 200 titoli nuovi, senza contare quelli “sfusi” durante l’anno.
Esistono premi appositi per valutare i migliori secondo vari criteri: il più adatto per la famiglia, la migliore simulazione bellica, il più “rompicapo”, ecc. Il più famoso è lo Spiel des Jahres (il gioco dell’anno), anche se per i miei gusti premia giochi un po’ troppo sempliciotti, ma ottimi per iniziare.
Cosa differenzia un gioco da tavolo “intelligente” da uno “tradizionale”?
In proporzioni variabili a seconda del titolo questi giochi sviluppano e stimolano la capacità di organizzare e pianificare, sono ambientati o presentano dei temi collegati a qualsiasi attività passata, presente e futura, reale e non del genere umano, modularità, scenari, ricostruzione di eventi storici o storie scritte in libri (I Pilastri della Terra) o viste in tv (battlestar galactica), la capacità di relazionarsi ad altre persone con le quali si è in competizione ma rispettandole, e tanto di più.
Il calderone dei giochi da tavolo è suddivisibile secondo vari criteri.
Un primo metodo è in base alla suddivisione e al ruolo dei giocatori:
Una seconda caratterizzazione è basata sul numero di giocatori – tipicamente un gioco appartiene a più delle seguenti categorie:
Una terza suddivisione considera la quantità di fortuna presente nel gioco:
In quest’ambito esiste una semplificazione:
Potrei continuare, ma la cosa diventerebbe noiosa. Voglio solo parlare di un altro elemento fondamentale: le meccaniche utilizzate.
Vi sono giochi con aste di vario tipo (rialzo, ribasso, ecc) utilizzate per decidere l’ordine di gioco o l’ordine, qualità e quantità di produzione, o incentrate su esse; piazzamento; maggioranze; votazioni; eliminazione o raccolta di particolari e indizi; pianificazione e gestione delle risorse; bluff; interazione verbale; abilità; utilizzo dei punti vittoria per attivare o scegliere le azioni da compiere; strategia; tattica; creazione, modifica e riduzione degli spazi utilizzabili nel tabellone; presenza o meno di uno o più tabelloni; conoscenza e anticipazione dell’avversario… e davvero tanto tanto altro.
Pertanto, scegliere o regalare un gioco da tavolo non è cosa semplice o banale come molti pensano. E soprattutto non pensare che siano tutti o “cervellotici” o da bambini: ve ne sono davvero per tutti i gusti, esigenze, tasche, aspettative e meccaniche desiderate.
Parliamo del prezzo. Si va dai 12-15€ dei giochi più semplici o vecchi fino ai 100€ per quelli strapieni di miniature e con regolamenti articolati o con una estensiva ricerca storica alle spalle… o semplicemente rari.
Vi rimando ad un ottimo articolo in italiano sui giochi da tavolo: http://wiki.mindcreations.com/index.php/Guida_Babbani_Giochi_Da_Tavolo.
Ieri sera in compagnia di Roberto e Andrea ho fatto la mia prima partita a Stronghold.
Stronghold è un gioco da tavolo per 2-4 persone dove i giocatori si dividono tra assedianti e assediati. Il tema è quindi militare in un medioevo fantasy, dato che gli assediati sono umani mentre gli assedianti sono goblin, orchi e trolls.
Il gioco è asimmetrico (come piacciono a me) dato che l’obiettivo, le truppe/risorse, le azioni disponibili e il modo di interagire con il tabellone sono completamente differenti per le due fazioni.
Gli assedianti dispongono di risorse illimitate – in realtà non ci sono infiniti cubetti nella scatola per rappresentarli, ma come direbbe un fisico, la quantità di truppe dell’assediante è molto ma molto maggiore di quelle disponibili per l’assediato – mentre l’assediato deve riuscire a racimolare principalmente una differente intangibile risorsa: il tempo, misurato in turni di gioco. E sì, perché data la disparità delle forze in campo – 240 contro 37 – lo scopo del gioco non è sopravvivere o avere successo nell’assedio, ma guadagnare (punti) Gloria, l’unità di misura con la quale le gesta dei due eserciti verranno valutate e ricordate nei libri di storia.
Avendo nel mio bagaglio di esperienza solo una partita nel ruolo del difensore, devo dire che il gioco rende bene la sensazione che qualcosa di sempre più grosso sia in preparazione dall’altra parte delle mura, l’ansia di cercare di capire quando, dove e come verranno sferrati gli attacchi e come cercare di uscirne al meglio e resistere più a lungo.
Seppur avendo perso malamente
, il gioco mi è molto piaciuto. Nella mia collezione non avevo nulla con il tema dell’assedio – è possibile simulare una situazione di assedio su larga scala con Conflict of Heroes o Il trono di Spade o Wizard Kings, ma si tratta sempre di una battaglia tra eserciti, senza una rappresentazione delle frenetiche attività collaterali alla battaglia – e, soprattutto nulla che fa provare ai giocatori il crescendo di sensazioni (o metagioco come preferiscono dire alcuni) che si accompagna al progredire dell’assedio.
In qualche modo mi ricorda la corsa contro il tempo di Cthulhu lo stregone di Salem, ma non ci sono paragoni in termini di intensità e qualità.
Vedrò di organizzare una seconda partita al più presto!
Una piccola premessa: quando parlo di giochi da tavolo non mi riferisco né a quella roba tipo Trivial, Cluedo, Monopoly (o con la i se preferite), Risiko/Risk che sono giochi da tavolo “antichi” né ai party games tipo Pictionary, Taboo né ai giochi di Ruolo tipo D&D o Vampire: the Masquerade. No, mi riferisco a tutta quella generazione di giochi intelligenti, ma davvero per tutti, se piacciono, che sono stati creati negli ultimi 10 anni e purtroppo sono ancora poco diffusi in Italia.
Mi riferisco ai vari Coloni di Catan, Puerto Rico, Agricola, Caylus, Through the Ages, Conflict of Heroes, El Grande e compagnia. Per maggiori informazioni date un’occhiata su http://www.geekdo.com/.
Tornerò sicuramente sull’argomento…
Ieri sera ho avuto il piacere di passare per la seconda (e purtroppo ultima) volta del tempo con due fratelli statunitensi – Brad e Jeremy Keen – che ho conosciuto tramite il nostro hobby comune: i giochi da tavolo.
I due sono in giro tra l’Europa e l’Africa da un po’ di mesi e hanno risposto ad un messaggio lasciato da me nel forum “Italia” di geekdo.com dove invitavo giocatori che si trovano a passare da Pisa a contattarmi per organizzare una serata di gioco insieme e magari avere una (inesperta) guida locale per Pisa e dintorni.
Brad e Jeremy hanno risposto e devo dire che sono proprio contento che lo abbiano fatto. Le sere del 7 e 12 gennaio sono piacevolmente trascorse tra cene, giochi da tavolo (Sushizock im Gockelwok, Roborally, Merchants of Amsterdam), compagnie di amici (non penserai mica che gioco ai giochi da tavolo da solo? qui a Pisa c’è una filiale de La Tana dei Goblin!), l’improbabile pronuncia del mio inglese, le digressioni sulla storia del cibo e la cultura italiana, la visita di monumenti e tanta allegria!
Tornate presto!
PS: Sto seriamente pensando di iscrivermi al Pasporta Servo…
PPS: ecco i due post sul blog di Brad:
- http://punkzter.blogspot.com/2010/01/1st-day-in-pisa-january-7th.html
- http://punkzter.blogspot.com/2010/01/20100112-and-20100113-back-to-pisa-and.html