Assediare per gioco

gennaio 22nd, 2010

Ieri sera in compagnia di Roberto e Andrea ho fatto la mia prima partita a Stronghold.
Stronghold è un gioco da tavolo per 2-4 persone dove i giocatori si dividono tra assedianti e assediati. Il tema è quindi militare in un medioevo fantasy, dato che gli assediati sono umani mentre gli assedianti sono goblin, orchi e trolls.

Il gioco è asimmetrico (come piacciono a me) dato che l’obiettivo, le truppe/risorse, le azioni disponibili e il modo di interagire con il tabellone sono completamente differenti per le due fazioni.
Gli assedianti dispongono di risorse illimitate – in realtà non ci sono infiniti cubetti nella scatola per rappresentarli, ma come direbbe un fisico, la quantità di truppe dell’assediante è molto ma molto maggiore di quelle disponibili per l’assediato – mentre l’assediato deve riuscire a racimolare principalmente una differente intangibile risorsa: il tempo, misurato in turni di gioco. E sì, perché data la disparità delle forze in campo – 240 contro 37 – lo scopo del gioco non è sopravvivere o avere successo nell’assedio, ma guadagnare (punti) Gloria, l’unità di misura con la quale le gesta dei due eserciti verranno valutate e ricordate nei libri di storia.

Avendo nel mio bagaglio di esperienza solo una partita nel ruolo del difensore, devo dire che il gioco rende bene la sensazione che qualcosa di sempre più grosso sia in preparazione dall’altra parte delle mura, l’ansia di cercare di capire quando, dove e come verranno sferrati gli attacchi e come cercare di uscirne al meglio e resistere più a lungo.

Seppur avendo perso malamente :D , il gioco mi è molto piaciuto. Nella mia collezione non avevo nulla con il tema dell’assedio – è possibile simulare una situazione di assedio su larga scala con Conflict of Heroes o Il trono di Spade o Wizard Kings, ma si tratta sempre di una battaglia tra eserciti, senza una rappresentazione delle frenetiche attività collaterali alla battaglia – e, soprattutto nulla che fa provare ai giocatori il crescendo di sensazioni (o metagioco come preferiscono dire alcuni) che si accompagna al progredire dell’assedio.
In qualche modo mi ricorda la corsa contro il tempo di Cthulhu lo stregone di Salem, ma non  ci sono paragoni in termini di intensità  e qualità.

Vedrò di organizzare una seconda partita al più presto!

Sfilacci di cavallo: il gusto galoppa

gennaio 19th, 2010

In questi giorni ho avuto la possibilità di riassaggiare gli sfilacci di cavallo.

Devo dire che è un prodotto per il mio palato, insolitamente buono anche da solo, data il profumo dato dall’affumicatura e la morbidezza delle fibre della carne, nonostante il nome possa suggerire il contrario.
Sono sicuramente una valida alternativa (e soprattutto più magra e gustosa) ai soliti insaccati (anche se non faccio molto testo, a parte crudo, spalla e speck, per me il banco salumi relativamente al maiale non esiste, specie per salami e mortadelle) e offre un maggiore possibilità di combinazione con altri sapori.

Il prodotto è di origine veneta e li ho mangiati conditi con un po’ di olio e limone e delle mamme di carciofi violetti tagliate sottili.

Devo dire che, dato il gusto affumicato e dolciastro del cavallo, sarei tentato di abbinarli alle pappardelline limone e pepe Morelli che ho trovato alla Coop piuttosto che alla solita associazione parmigiano rucola.

Non ho ancora deciso quali spezie associarvi, anche se l’idea è esaltare l’affumicato e il dolce, magari con un mix di carvi e cardamomo nero (quello nepalese, con il baccello grande e fibroso delle dimensioni di una mandorla e che sa anche un po’ di affumicato, non quello verde piccolo di Ceylon) tritati e mischiati insieme in sostituzione del pepe, che ci sta meno bene. Da valutare anche la quantità (davvero minima) da utilizzare data l’alta aromaticità del misto che va emulsionato con olio e limone.
Puoi trovare il cardamomo e il carvi a Pisa rispettivamente all’Asia Market e all’Altra Roba (oltre che probabilmente anche al Chicco di Senape, Myosotis e i vari negozi del biologico).

Cioccolato all’arancia e pane di segale

gennaio 17th, 2010

Trovandomi in toscana (ma non essendo toscano) devo dire di essere rimasto un po’ deluso della qualità del pane toscano:
– insipido (più un bug che una feature);
– tende a diventare gomma o legno dopo pocheore dall’acquisto;
– dal sapore piuttosto piatto.

Inoltre preferisco di gran lunga il pane scuro a quello chiaro. Per pane scuro intendo quello realmente scuro non quello dietetico che si trova nel punto vendita pane (mi rifiuto di chiamare panificio luoghi doveil pane non viene prodotto ma solo smerciato).

Diretta  conseguenza di tutto ciò è stato l’utilizzo di una macchina per il pane – ho una Pricess Magnum ovvero Breadmaker XL – per farsi il pane a casa e la ricerca di farine diverse da quelle bianche e semola. Dopo un po’ di tempo le migliori sono risultate:
- confezione nera del Pane Nero della Molino Spadoni;
- confezione rossa del Bread Baking Mix della Landgut alla Lidl;
- confezioni gialle varie della Rivercote alla Lidl.

Delle ottime farine di legumi (ceci per esempio) o cereali diversi dal grano si trovano:
- da Myosotis;
- talvolta (e sono ottime) al mercato del sabato mattina della Coldiretti.

Ovunque però è quasi impossibile trovare della vera farina di segale per ottenere il sapore del pane tedesco, per il quale servono un impasto a base di segale e una buona quantità di cumino tedesco o Carvi o Kummel.
Nota che c’è molta confusione sul cumino tedesco (quello marorne scuro), il cumino indiano (quello verde) e il coriandolo che è tutt’altra cosa: nel dubbio chiedete il Carvi che qui a Pisa si può trovare al negozio L’Altra Roba o all’Asia Market.

Ieri però una sorpresa. Mi trovavo all’Ikea e tra i vari nuovi prodotti ho trovato un preparato per il pane a base di segale della Finax.

Non lo ho ancora provato ma sembra promettente anche se un po’  troppo industrialmente facile da preparare.

Chissà se ho davvero trovato un pane dal sapore adatto da abbinare come base a una sfoglia di cioccolato fondente all’arangia Perugina sciolta…

Giochi da tavolo e conoscenze

gennaio 13th, 2010

Una piccola premessa: quando parlo di giochi da tavolo non mi riferisco né a quella roba tipo Trivial, Cluedo, Monopoly (o con la i se preferite), Risiko/Risk che sono giochi da tavolo “antichi” né ai party games tipo Pictionary, Taboo né ai giochi di Ruolo tipo D&D o Vampire: the Masquerade. No, mi riferisco a tutta quella generazione di giochi intelligenti, ma davvero per tutti, se piacciono, che sono stati creati negli ultimi 10 anni e purtroppo sono ancora poco diffusi in Italia.

Mi riferisco ai vari Coloni di Catan, Puerto Rico, Agricola, Caylus, Through the Ages, Conflict of Heroes, El Grande e compagnia. Per maggiori informazioni date un’occhiata su http://www.geekdo.com/.

Tornerò sicuramente  sull’argomento…

Ieri sera ho avuto il piacere di passare per la seconda (e purtroppo ultima) volta del tempo con due fratelli statunitensi – Brad e Jeremy Keen – che ho conosciuto tramite il nostro hobby comune: i giochi da tavolo.

I due sono in giro tra l’Europa e l’Africa da un po’ di mesi e hanno risposto ad un messaggio lasciato da me nel forum “Italia” di geekdo.com dove invitavo giocatori che si trovano a passare da Pisa a contattarmi per organizzare una serata di gioco insieme e magari avere una (inesperta) guida locale per Pisa e dintorni.

Brad e Jeremy hanno risposto e devo dire che sono proprio contento che lo abbiano fatto. Le sere del 7 e 12 gennaio sono piacevolmente trascorse tra cene, giochi da tavolo (Sushizock im Gockelwok, Roborally, Merchants of Amsterdam), compagnie di amici (non penserai mica che gioco ai giochi da tavolo da solo? qui a Pisa c’è una filiale de La Tana dei Goblin!), l’improbabile pronuncia del mio inglese, le digressioni sulla storia del cibo e la cultura italiana, la visita di monumenti e tanta allegria!

Tornate presto!

PS: Sto seriamente pensando di iscrivermi al Pasporta Servo

PPS: ecco i due post sul blog di Brad:
- http://punkzter.blogspot.com/2010/01/1st-day-in-pisa-january-7th.html
- http://punkzter.blogspot.com/2010/01/20100112-and-20100113-back-to-pisa-and.html

La cotognata… che buona!

gennaio 13th, 2010

Ieri mi è arrivato un pacchetto con la cotognata preparata da mia nonna.

Mentre la offrivo in ufficio mi sono reso conto che poche persone la conoscono e conoscono ancora meno il frutto con il quale si prepara: la mela cotogna, che definirei una una mela dalla polpa compatta con gusto acido di pera.

Probabilmente a causa del suo sapore acidulo, della compattezza della polpa simile a quella del granito e della sua proprietà di – passami il termine tecnico – allappare la bocca, la mela cotogna è scomparsa dai banchi dei mercati e supermercati italiani, tant’è che o si ha un albero nel proprio giardino come nel caso di mia nonna oppure bisogna trovare un mercato locale come quello del sabato mattina della Coldiretti qui a Pisa; persino la pagina di wikipedia è stitica (nei contenuti)… sarà un effetto dell’essere astringente della mela cotogna :D ?

Alla faccia degli antichi romani che la avevano dedicata a Venere come simbolo di fecondità e buona fortuna nei matrimoni.

Ma torniamo alla cotognata.
È un preparato a base di mele cotogne, zucchero e limone, che si presenta come una sorta di budino estremamente compatto e granuloso, caratteristica che deriva direttamente dalla polpa della mela cotogna. Descriverne il gusto è complicato: è dolce (per lo zucchero aggiunto), gradevolmente acidulo (polpa della mela cotogna e limone) ma principalmente sa di un mix di pera Abate Fetel e mela Pink Lady.
Il colore è rosso-ruggine, il profumo sa di mela e pera (soprattutto all’interno), all’esterno è dura a biancastra, dato l’esoscheletro di zucchero che si forma in seguito al processo di essiccazione , mentre l’interno è umidiccio e appiccicoso.

Rispetto alle altre marmellate è forse la più semplice da realizzare in casa, dato l’elevato contenuto di pectine presenti nella mela cotogna; ti servono solamente le mele cotogne, zucchero e dei limoni.

Vi sono varie ricette per farla e ogni famiglia ha la sua. Devo dire che una non male è quella che ho trovato sul sito di butta la pasta :) Mi raccomando non lasciatela seccare mai in contenitori di alluminio o materiale plastico o silicone o marmo: usate dei contenitori in terracotta smaltati.

Un altro ottimo modo di gustare la mela cotogna è al forno con un mix di cannella (3 parti su 6), noce moscata (2 parti su 6) e pimento o pepe di Giamaica (1 parte su 6).
Taglia a pezzi la m.c. privata del torsolo e mettila a bollire in un pentolino con qualche fetta di limone e dello zucchero a piacere e a gusto proprio o meglio ancora del miele, magari di castagno che dolcifica e aromatizza senza essere stucchevole.
Quando le mele diventano morbide, aggiungi del pan grattato, del burro e il mix di spezie. Fai attenzione che il composto non si attacchi al fondo della pentola  e fai struggere il burro, mescolando il tutto.
Lascia raffreddare e poi… si mangia!!

La comodità ai tuoi piedi in ufficio e in giro

gennaio 12th, 2010

Da un po’ di tempo ho scoperto (grazie alle insistenze della mia ragazza che mi ha fatto vincere la ritrosia che avevo) i prodotti della Birkenstock.

Non mi sto solo riferendo ai sandali estivi che tutti più o meno conoscono nella versione originale o tarocca di altre marche, ma anche a scarpe (london e alabama) e zoccoli.

«Gli zoccoli con questo freddo!» dirai…  basta attrezzarsi con delle calze in cotone termico e si può avere il piacere di usarli da metà autunno fino a tarda primavera! E sì perché non c’è cosa più rilassante che andare in giro o in ufficio o passeggiare per strada stando praticamente in… pantofole, dato che gli zoccoli sono comodi tanto quanto i sandali.

All’inizio ero un po’ perplesso sul fatto che potessi sentire freddo o che si notasse particolarmente la struttura dello zoccolo, ma poi mi sono reso conto che stavo comodissimo e che il pantalone – insieme ad una calza adatta – protegge le estremità dal freddo!

Quante volte hai maledetto le scarpe scomode o troppo calde che avevi ai piedi e hai desiderato poterti portare un po’ della comodità di casa anche al lavoro?

L’arancione risplende nel buio!

gennaio 12th, 2010

Per il primo articolo ho pensato di commentare l’aspetto del sito.

Un po’ scurusu si direbbe dalle mie parti. Il fatto è che a me piacciono gli sfondi scuri nelle pagine web; aggiungiamo che insieme all’indaco l’arancione è il mio colore preferito e voilà! non solo sai il perché di questo tema ma hai già scoperto qualcosa di me!

Ciao mondo!!

marzo 11th, 2009

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